Il self service di CNG senza presidio anche in Italia dal maggio 2014

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Il self service di CNG senza presidio anche in Italia dal maggio 2014

Oggi è possibile fare rifornimento di CNG in stazioni multi-carburante in modalità self-service senza presidio; ed è possibile l’erogazione contemporanea di metano e benzina o gasolio nell’erogatore multi-prodotto.

Lo scorso aprile il Ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi e il Ministro dell’Interno Angelino Alfano, hanno firmato un provvedimento che riporta le nuove norme antincendio per i distributori stradali di CNG. Si tratta del Decreto 31 marzo 2014: Modifiche ed integrazioni al decreto 24 maggio 2002, recante norme di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio degli impianti di distribuzione stradale di gas naturale per autotrazione.
Esso consente l’erogazione anche del metano per auto, accanto agli erogatori di benzina e gasolio, nelle stesse condizioni operative, nei distributori di carburanti. Il provvedimento, come auspicato dal settore, riduce in modo significativo la disparità di trattamento tra il metano e i carburanti liquidi tradizionali, che fino a oggi ha influito sullo sviluppo del settore NGV italiano. Il nuovo decreto è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 9 aprile 2014. E’ applicabile dal maggio 2014.

Un’innovazione gradita e importante
Il decreto è orientato ad un maggiore allineamento delle normative specifiche italiane con le varie normative che sono in vigore in alcuni casi ormai da vari anni in molti degli altri paesi europei. Questo risultato ha coronato gli sforzi e l’impegno profuso dal settore negli ultimi anni. Il DM 31/3/2014 consente il rifornimento dei veicoli a metano anche in modalità self-service diurna e notturna senza l’obbligo del presidio. Tale obbligo era finora imposto dal DM 11/9/2008, ed è stato eliminato, a determinate condizioni. Questa innovazione rende di fatto molto più appetibile per gli operatori l’opzione di offrire anche il servizio del CNG in modalità self-service 24 ore/giorno, e nelle giornate festive. L’obbligo di assicurare un presidio da parte di personale competente e preparato costituiva finora un elemento disincentivante per gli operatori sia sul piano operativo che su quello economico, tranne nei casi in cui il presidio è già previsto anche per i carburanti liquidi, come nelle stazioni di servizio disposte sulle autostrade.
Il nuovo provvedimento consente poi negli erogatori multi-prodotto (“multidispenser”), sempre più diffusi anche in Italia, di effettuare l’erogazione contemporanea di benzina o gasolio insieme al metano, su due lati diversi (benzina o gasolio su un lato, metano sul lato opposto). Anche questo era proibito dalle norme finora in vigore. E anche questo costituiva un forte disincentivo all’adozione del CNG negli erogatori multi-prodotto. Infatti la presenza del metano con proibizione di erogazione contemporanea, costringeva il nuovo cliente in ingresso al distributore ad una attesa superflua, anche quando l’erogatore era libero su un lato, se sul lato opposto era in erogazione un carburante diverso da quello richiesto (gassoso o liquido secondo i casi). É invece rimasto in vigore il divieto di rifornire lo stesso veicolo con metano e benzina/gasolio simultaneamente. Questa operazione è impedita in termini funzionali dalla presenza del pulsante di attivazione dell’erogatore di carburante gassoso, che il cliente è obbligato a tenere premuto per tutta la durata del rifornimento. Anche quest’ultimo obbligo è mantenuto dal DM 31/3/2014.

Il provvedimento è stato messo a punto da un gruppo di lavoro, presieduto dal Ministero dell’Interno (VVF), cui hanno partecipato NGV Italy, e gli altri principali operatori del settore, con lo scopo di effettuare la revisione delle vigenti norme italiane antincendio del Ministero dell’interno per distributori di rifornimento di metano cioè:

  • Decreto Ministeriale 11 settembre 2008: Modifiche ed integrazioni al decreto del Ministro dell’interno 24 maggio 2002, recante norme di prevenzione degli incendi e di progettazione, costruzione ed esercizio degli impianti di distribuzione stradale di gas naturale per autotrazione.
  • Decreto ministeriale 24/05/2002: Norme di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio degli impianti di distribuzione stradale di gas naturale per autotrazione.

Modalità operative
Il DM 31 marzo 2014 subordina la possibilità del self-service di CNG senza presidio, sia in un erogatore normale mono-carburante, sia in un erogatore multi-prodotto con erogazione contemporanea di carburante gassoso e carburante liquido, all’osservanza di nuovi requisiti di sicurezza che sono stati aggiunti rispetto al testo delle norme in vigore.
Ad esempio, il cliente potrà usufruire del self-service senza presidio purché disponga di un dispositivo di riconoscimento, contenente le generalità sue e del veicolo, che dimostri l’idoneità del suo veicolo a tale modalità operativa. Per la convalida di questo dispositivo di riconoscimento devono essere verificate alcune importanti condizioni:

  • Il veicolo deve essere provvisto di un connettore (la valvola di rifornimento) di tipo unificato, e cioè realizzato secondo la norma ISO 14469-1, che in genere per semplicità viene anche denominato impropriamente come: “NGV 1”. Questo attacco universale viene imposto anche dal regolamento ECE ONU R110* che riguarda l’omologazione internazionale dei veicoli di fabbrica a CNG (OEM, Original Equipment Manufacturer). Esso ha caratteristiche geometriche diverse dall’attacco comunemente impiegato finora in Italia nelle auto a metano trasformate in officina. Ma è già d’uso comune nel resto d’Europa. Ed è adottato in genere anche in Italia sulle auto che escono dalla fabbrica già in versione a metano. [* UN ECE R 110: Uniform provisions concerning the approval of: I. Specific components of motor vehicles using compressed natural gas (CNG) and/or liquefied natural gas (LNG) in their propulsion system II. Vehicles with regard to the installation of specific components of an approved type for the use of compressed natural gas (CNG) and/or liquefied natural gas (LNG) in their propulsion system]
  • Il connettore di carica non deve essere installato nel vano motore. La collocazione ottimale di questa valvola è all’interno del piccolo vano che di norma alloggia anche il bocchettone di carica della benzina nei veicoli bi-fuel, se appena possibile; ma questa collocazione particolare non è imposta dal decreto. L’importante è che l’operazione di rifornimento di metano non preveda l’apertura del cofano motore da parte del cliente.
  • La condizione più importante da rispettare è che le bombole di metano installate a bordo siano di un tipo approvato, e siano state validamente revisionate. La normativa italiana e internazionale impone una revisione periodica delle bombole per metano; in Italia l’intervallo massimo di revisione deve essere:
    • Ogni cinque anni per le bombole costruite in conformità con le norme italiane, che prevedono una durata massima delle bombole di 40 anni.
    • Ogni quattro anni per le bombole costruite in conformità col già citato regolamento ECE ONU R 110, che invece limita la durata massima per la bombola a soli 20 anni.

La ragione principale per cui viene ora imposto dalle nuove norme il dispositivo di riconoscimento è il fatto che nel distributore self-service senza presidio può non essere presente un operatore in grado di controllare fisicamente che questi requisiti siano soddisfatti. Ora per il settore è necessario creare in tempi rapidi un sistema idoneo allo scopo, in modo tale che si possa dare attuazione ai nuovi provvedimenti posti in vigore. É altresì auspicabile che questo sistema di riconoscimento abbia caratteristiche omogenee, e validità sull’intero territorio nazionale.

Il sistema da predisporre deve prevedere che il cliente che vuole accedere alla modalità self-service senza presidio col suo veicolo, sia preventivamente autorizzato a farlo, da parte di un soggetto a ciò abilitato, che può essere il gestore o il proprietario di un distributore idoneo al self-service, mediante l’attivazione dell’apposito dispositivo, per esempio una scheda elettronica o altro mezzo o supporto simile, che ne consenta il riconoscimento sicuro e univoco, e che sia legata al proprietario del mezzo ed alla relativa targa. La scheda, o un altro mezzo di riconoscimento analogo, può essere rilasciata per esempio dal concessionario che vende l’auto a CNG, insieme al veicolo. Essa può essere rilasciata anche dal gestore stesso, o da un altro soggetto che ne abbia titolo. La scheda, da chiunque sia stata rilasciata, può essere convalidata soltanto dopo che sia stata verificata la sussistenza delle necessarie condizioni già viste.
Contestualmente all’attivazione del dispositivo di riconoscimento, il cliente deve rilasciarne ricevuta firmata, con cui s’impegna a non cederne l’uso, e ad utilizzarlo nel rispetto della normativa pertinente. Il mezzo di riconoscimento deve avere una durata limitata nel tempo, in relazione alla durata delle bombole dell’auto ad essa legato, (quattro o cinque anni secondo i casi), in modo che ne sia necessaria la riattivazione in concomitanza col ricollaudo delle bombole.

Il DM 31 marzo 2014 fissa anche altri requisiti per il distributore self-service di CNG non presidiato; ad esempio:

  • Anche la pistola di erogazione del CNG deve essere conforme alla norma ISO 14469-1. Essa deve essere adatta a servire qualsiasi veicolo conforme alla norma ISO 15501-1:2000, che specifica le dimensioni minime e la geometria dell’alloggiamento del connettore di bordo.
  • Presso gli erogatori deve essere installato un sistema di sorveglianza ed eventuale assistenza, attivo 24 ore al giorno. Esso deve essere gestito da una postazione remota, da personale adeguatamente preparato (con attestato di idoneità tecnica di cui all’art. 3 della legge 28 novembre1996, n. 609, a seguito della frequenza del corso di tipo C di cui all’allegato IX del decreto 10 marzo 1998).
  • Al cliente devono essere impartite adeguate istruzioni in merito all’utilizzo dell’erogatore self-service, ed in merito alle misure di sicurezza. Oltre alle istruzioni verbali, e ad un esempio ed esercizio pratico di rifornimento, al cliente deve essere consegnato un opuscoletto illustrativo.
  • Un dispositivo presente sull’erogatore deve segnalare al cliente il corretto riposizionamento della pistola erogatrice nel suo alloggiamento.
  • L’erogatore deve essere dotato di giunto antistrappo sulla manichetta, per ridurre al minimo le conseguenze di un’eventuale partenza del veicolo con il connettore ancora agganciato alla valvola di carica.

La cabina di misura con riduzione di pressione ed il locale dei compressori possono essere realizzati in calcestruzzo armato di almeno 15 cm di spessore, ma anche in altro materiale, purché di caratteristiche equivalenti di resistenza (es. pareti d’acciaio).

Negli altri paesi europei in cui esistono distributori di CNG con erogazione in modalità self-service, ad esempio Austria, Belgio, Francia, Germania, Norvegia, Olanda, Repubblica Ceca, Slovacchia, Svezia, Svizzera, generalmente vigono già da tempo dettami simili a quelli oggi introdotti dai nuovi decreti. In questo modo il settore NGV italiano ha compiuto un valido passo nella direzione di un maggiore allineamento col resto del settore NGV europeo. E un importante passo nella direzione dello sviluppo ulteriore.

Flavio Mariani luglio 2014

By |2014-07-30T09:48:55+00:00luglio 30th, 2014|Senza categoria|0 Comments

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