Matteo Lorenzo De Campo, Amministratore Delegato del Gruppo Maganetti

Più incentivi e un sistema univoco di certificazioni sono la chiave per orientare ancora di più il mercato verso la mobilità a metano. Ne è certo Matteo Lorenzo De Campo, Amministratore Delegato del Gruppo Maganetti, prima azienda in Italia ad aver ricevuto la certificazione Soslog per la logistica sostenibile. E guarda al futuro con il nuovo progetto per la produzione di biometano liquido.

LNG, una scelta per amore del territorio

Attiva dagli anni Sessanta e importante realtà nazionale per i trasporti industriali, il Gruppo Maganetti è stato tra i primi in Italia adottare camion a metano.

“Il primo progetto – ricorda De Campo – risale al 2014, quando testammo i primi veicoli Iveco a CNG (gas naturale compresso) da 330 cv, antenati dei primi LNG che entrarono in funzione nel 2016, dopo il decreto omologativo. Ora abbiamo una flotta di medio/lungo raggio a LNG (gas naturale liquefatto), che offre maggiore autonomia e flessibilità logistica. Contiamo 55 veicoli a LNG sui 200 complessivi, tra di proprietà e degli affiliati. Il nostro obiettivo è di convertirne almeno il 50% entro il 2022, incentivando i nostri affiliati a sposare questa tecnologia attraverso policy adeguate, ad esempio il noleggio a prezzi vantaggiosi. Se agevoliamo l’investimento iniziale, poi il mezzo si ripaga da solo grazie al risparmio sui costi del carburante e in più ci troviamo un parco automezzi totalmente rinnovato”.

Il progetto LNG Valtellina è dettato anche da ragioni di Corporate Social Responsibility legate al territorio di riferimento.

“Abbiamo sede in provincia di Sondrio e i nostri camion per arrivare alla prima superstrada attraversano almeno 80 km di statali che passano attraverso paesi di montagna. Il passaggio di un automezzo ha un impatto ambientale e sociale significativo in termini di odori, PM, rumore che può infastidire gli abitanti ma anche gli stessi autisti. La nostra attenzione è sempre stata rivolta a tutti i nostri stakeholders, a partire dai nostri dipendenti e affiliati fino al territorio a forte vocazione turistica; da questo deriva la nostra sensibilità verso una mobilità sostenibile”.

Gruppo Maganetti, la prima B Corp in EuropaUn camion del Gruppo Maganetti con i loghi del progetto LNG Valtellina

Se dunque sei attento alla persona, sei attento di conseguenza anche all’ambiente. E questo rimettere al centro la vita umana sta alla base anche della scelta intrapresa dal Gruppo nel 2019.

“Siamo diventati una Società Benefit, ovvero un’azienda che per statuto accanto al fine di lucro si impone di perseguire anche finalità socio-ambientali. Come la tutela della legalità per combattere la malavita e l’evasione fiscale o appunto la sostenibilità ambientale. Significa insomma che la strada intrapresa è una scelta definitiva e non data da tornaconti economici o per inseguire trend di mercato”.

Oggi il Gruppo Maganetti è anche la prima azienda di logistica europea ad aver ottenuto la certificazione internazionale di B Corp.

“Siamo orgogliosi perché l’ente certificatore valuta attentamente il business model secondo parametri chiari su performance ambientali e sociali, oltre che economiche. Significa che davvero portiamo un alto valore aggiunto per il territorio, per cui siamo una forza che produce risorse e non ne sottrae. Alla base delle B Corp c’è un concetto macroeconomico funzionale e non un vezzo etico; il diritto di proprietà privata vige e ha senso perché è il sistema per creare benessere condiviso. Se invece sottrae o distrugge risorse, questo diritto non è più così imprescindibile. Si genera benessere generale attraverso un capitalismo che considera il benessere non solo degli azionisti, ma anche di tutti gli stakeholder”.

Mobilità a metano: la strada è giusta, ma servono più incentivi

“La percentuale di veicoli in Italia è buona e noi autotrasportatori abbiamo risposto in maniera molto positiva non appena i veicoli sono diventati competitivi. Alcuni sono stati spinti dai clienti, altri perché economicamente sostenibile. La rete, almeno nel centro-nord, è estesa a sufficienza. Le associazioni di categoria poi sono state sempre fondamentali nel supportare i governi nella definizione degli incentivi migliori. Forse ci si poteva aspettare un passaggio più rapido, ma in 4 anni i bandi emessi sono sempre arrivati a saturazione e questo è positivo”.

Proprio questo punto, secondo De Campo, deve essere potenziato per proseguire in questa direzione.

“Un nuovo veicolo a LNG costa tanto anche in termini di manutenzione. Le industrie però ormai hanno ben recepito che l’impatto socio ambientale deve essere un loro pilastro. Vale dunque la pena incentivare di più questo passaggio tecnologico. La domanda c’è e lo dimostrano i bandi presi d’assalto. Lo Stato deve bilanciare i costi con incentivi, tasse. Se lo Stato non aiuta, certe scelte non sono sostenibili”.

La flotta LNG del Gruppo MaganettiL’importanza delle certificazioni

Il Gruppo Maganetti è stato valutato anche dal Transport Compliance Rating, il primo protocollo internazionale di rating su trasporto e logistica. Nel settore sotto questo aspetto bisogna fare di più.

“Il sistema delle certificazioni può essere uno strumento potente per orientare sempre più il mercato. Mette nero su bianco il reale impatto di un’azienda logistica, soprattutto se usa metano e biocarburanti e permette così ai clienti di fare scelte consapevoli. Come Gruppo stiamo anche contribuendo a svilupparne una sui biocarburanti. È chiaro che non possono funzionare le autocertificazioni, lo spirito della nostra sarà molto vicino a quello di Soslog e di TCR. La nostra attestazione non dovrà essere un costo per il trasportatore, quanto un’occasione per tutta la filiera di mettere nero su bianco il proprio impatto sull’uso dei carburanti”.

Proprio sui parametri da considerare per essere definiti logistica sostenibile, De Campo precisa:

“Bisogna implementare il calcolo del ciclo di vita del mezzo non considerando solo la variabile economica e di costi di produzione, mantenimento e smaltimento. È importante infatti valutare anche i comportamenti d'uso del camion. Per cui un logista attento abbassa gli spostamenti a vuoto, valuta la sicurezza dei conducenti, si assicura di fare meno strada possibile per fare rifornimento e manutenzione. O ancora studia i pesi, la distribuzione del prodotto, invita i clienti ad analizzare il perché dei resi per ridurli al minimo. Tutto ciò concorre a ridurre l’impatto a volte più della stessa motorizzazione. Se ad esempio un mezzo Diesel Euro 5 viene usato solo all’interno del piazzale, è più dannoso sostituirlo con uno a metano perché comporterebbe la dismissione di un veicolo perfettamente efficiente, che fa pochi chilometri e che avrebbe potuto avere ancora un lungo impiego”.

Gruppo Maganetti e il futuro a Biometano liquidoIl distributore LNG di Gera Lario del Gruppo Maganetti

Sono insomma da considerare tutti i pilastri rilevanti per definire la sostenibilità di un servizio di logistica. E dall’altra parte, non smettere di studiare nuove tecnologie.

“Con il metano abbiamo fatto centro perché ad oggi è una delle tecnologie più sensate in grado davvero di essere fruibili. Ricordiamo che, a parità di prestazioni con un veicolo Diesel Euro 6, uno a LNG riduce le emissioni di CO2 (anidride carbonica) del 15%; quelle di NOx (ossidi di azoto) del 70%; le PM (polveri sottili) del 99%; e abbassa di 5 decibel il rumore del motore. Se poi consideriamo che può essere prodotto (non derivando così solo dall’attività estrattiva) e può diventare un’energia rinnovabile per giunta stoccabile, è la scelta migliore nei prossimi 15 anni successivi”.

Queste ultime 3 caratteristiche si riferiscono naturalmente al biometano, che può davvero fare la differenza e su cui il Gruppo Maganetti punta il suo futuro.

“Il biometano trasforma un problema – quello dello smaltimento dei reflui umani e animali – in una risorsa. Nessun’altra fonte recupera e immagazzina un’energia che sarebbe invece dispersa e dannosa per l’ambiente. Per questo, con il supporto del Consorzio Italiano Biogas, abbiamo stipulato un accordo con una Cooperativa di allevatori e agricoltori per la produzione di biometano liquido avanzato, ovvero derivante solo da scarti di lavorazione e non da colture apposite. Produrremo 2000 tonnellate di bioLNG l’anno, che andremo a vendere nel distributore di Gera Lario, quarta stazione di LNG pubblica in Italia, la prima nativa a metano (sia liquido che gassoso) e la prima ad essere in self-service 24h/24. E a breve raddoppieremo con il secondo impianto a Carpiano, a sud di Milano, il primo impianto italiano nato Bio”.