Neutralità tecnologica, infrastrutture e aftermarket. E' questa la ricetta, secondo la Presidente di NGV Italy Mariarosa Baroni, per sviluppare ulteriormente il settore della mobilità a metano, che vede l’Italia uno dei leader mondiali. Ecco le azioni del Consorzio sul piano delle strategie di mercato e sul fronte istituzionale per la tutela dei propri stakeholders.

Ci fotografi la situazione italiana della mobilità a metano.

Le aziende che NGV Italy rappresenta sono leader nel mondo per la tecnologia a metano. L’Italia ha visto la prima auto a metano più di 90 anni fa, grazie alle misure autarchiche che impedivano l’importazione di greggio. E oggi è leader in Europa per la mobilità a metano; io stessa ho avuto il privilegio di essere partecipe della prima vettura a carburante alternativo di Fiat, il primo OEM che ha creduto in questa tecnologia. Il nostro territorio vanta circa 1.300.000 di vetture a gas naturale e un parco circolante di più di 2.500 camion a LNG (Gas Naturale Liquefatto), oltre a quasi 1.400 stazioni di rifornimento. Ci sono zone in Italia dove le auto a CNG (Gas Naturale Compresso) superano il 12%, grazie anche alle buone infrastrutture presenti.

Per supportare al meglio i vostri stakeholders, quale ritiene sia la lotta più urgente da affrontare?

Stiamo lavorando al tavolo automotive del MISE per fare sentire forte la nostra voce, chiedendo di applicare quella neutralità tecnologica che era la base della DAFI (Direttiva EU Infrastrutture – 2014/94/UE), ma anche di considerare le emissioni per tutto il ciclo di vita del veicolo, dall’origine della fonte energetica alla rottamazione del mezzo. Oggi infatti si considerano solo le emissioni dal motore allo scarico, e questa distorsione privilegia naturalmente i mezzi elettrici; a maggior ragione perché non tiene nemmeno conto delle fonti dell’energia (rinnovabili o no), della produzione e dello smaltimento delle batterie. Non ha senso non considerare quanto si inquina e quanta CO2 si genera prima di arrivare al mezzo finito.

Che obiettivi di medio/lungo termine si pone NGV Italy?

I nostri obiettivi, supportati anche dagli studi di NGVA UE, sono di arrivare per il 2030 ad un 12% di veicoli a metano: circa 4 milioni di vetture e 50.000 mezzi pesanti a GNL. Un traguardo che stiamo perseguendo attraverso azioni su più livelli. Innanzitutto aumentando il numero di infrastrutture, che andranno a coprire quella parte di territorio ora scoperto. Secondo, spingendo le istituzioni verso il riconoscimento dell’auto pulita a CNG e quindi sbloccando nuove forme di finanziamenti e incentivi. Terzo, lavorando alla rivalutazione del mercato aftermarket, rendendo più facile convertire a metano vetture anziane con il cosiddetto retrofit. Consapevoli che dalla nostra c’è un chiaro vantaggio economico rivolto anche alle fasce meno abbienti e al mercato di massa, che ancora non può permettersi un’auto elettrica.

Quali policies in questo momento sono prioritarie in Italia?

Senza dubbio dobbiamo rispettare l’obiettivo di contenere il riscaldamento globale, e il gas naturale, ancor di più il biometano, rappresenta una soluzione pronta, efficace, economica, tecnologicamante matura, con infrastrutture ben distribuite. Ci battiamo perché vengano ripristinate le politiche del DLgs 257/2016, che assimilano il gas naturale alle altre alimentazioni alternative in recepimento della direttiva DAFI. Riteniamo che le stime dei veicoli a gas per il 2030 stimato nel PNIEC siano considerevolmente sottostimate, considerando il previsto aumento delle infrastrutture. In breve, chiediamo il mantenimento dell’attuale regime di fiscalità per il gas naturale; l’incentivazione sia del retrofit per le classi EU3, EU4, EU5 sia dell’acquisto o noleggio a lungo termine di veicoli a gas naturale; la revisione degli incentivi per il biometano per il settore trasporti; il mantenimento del principio di neutralità tecnologica con equiparazione dei veicoli CNG e LNG agli ibridi elettrici per l’accesso alle zone ZTL.

Sul fronte del mercato, quali sono le azioni di NGV Italy per svilupparlo ulteriormente?

NGV Italy è stata promotrice con i suoi associati del decreto del 12 marzo 2019 che permette finalmente il self service nelle stazioni di rifornimento metano. Inoltre, porta avanti un tavolo di lavoro con il MIT (Ministero Infrastrutture e Trasporti) per semplificare la procedura della revisione delle bombole, allineandola così alla normativa internazionale. Supportiamo poi le richieste di incentivazione per l’apertura di stazioni di rifornimento di gas naturale nelle aree scarsamente dotate di impianti. Lavoriamo infine con le aziende associate per la creazione di un polo tecnico di dialogo con gli OEM; questo allo scopo di favorire la messa sul mercato di vetture CNG e nel contempo per sviluppare un mercato aftermarket altamente tecnologico.