La European Biogas Association (EBA) ha partecipato a una ricerca sullo stato di avanzamento del mercato del biometano in Europa. Il rapporto fornisce una panoramica generale europea, insieme a una mappatura approfondita a livello nazionale di 23 paesi europei interessati dal progetto REGATRACE. Lo studio mostra che i paesi con la maggiore produzione di biometano sono la Germania (10.018 GWh nel 2018), il Regno Unito (3.300 GWh nel 2018), i Paesi Bassi (2.226 GWh nel 2018), la Danimarca (1.425 GWh nel 2017), la Svezia (1.281 GWh nel 2018) e la Francia (1.207 GWh).

La produzione e il consumo di biometano sono ben equilibrati nella maggior parte degli Stati membri. La Danimarca e la Germania producono più biometano di quanto ne consumino e l'eccesso di produzione viene esportato o immagazzinato. In Svezia il consumo di biometano raddoppia la produzione. Questo può essere spiegato dal fatto che gli incentivi svedesi si concentrano sul lato del consumo, mentre la maggior parte degli Stati membri tende a sovvenzionare la produzione o l’iniezione.

In alcuni Paesi i percorsi di utilizzo finale del biometano sono chiaramente definiti e regolamentati. In Svezia e in Italia, l'applicazione principale per l'uso finale è il trasporto, mentre nel Regno Unito è il riscaldamento e il raffreddamento. La maggior parte del biometano svedese viene utilizzato nel settore dei trasporti grazie ad un sistema di supporto ben sviluppato. In Italia, l'uso del biometano come carburante per veicoli è facilitato dalle infrastrutture già esistenti e dalla flotta di veicoli a GNV. Nel 2014 il governo italiano ha introdotto il primo obbligo per l'utilizzo di biocarburanti nel settore dei trasporti.

In Germania, la maggior parte del biometano viene utilizzato per la produzione di energia elettrica nelle unità di cogenerazione. L'uso del biometano come carburante per il trasporto è indirettamente supportato in Germania attraverso la sua inclusione nell'elenco dei combustibili accettati per la riduzione dell'impronta di gas serra per le aziende che distribuiscono carburante.

Lo studio esamina anche la disponibilità dei consumatori a pagare per il biometano. Un esperimento di scelta ha permesso di monetizzare singoli aspetti o caratteristiche del gas rinnovabile e di prevedere le preferenze dei consumatori. L'esperimento dimostra che la riduzione delle emissioni di gas serra rispetto al gas naturale è l'aspetto del gas rinnovabile che ha il maggiore impatto nella scelta dei consumatori (29%), seguito da un costo aggiuntivo rispetto al gas naturale (27%), dall'origine del gas rinnovabile (17%) e dalla sua fornitura affidabile (14%).

Fonte:EBA/ngvjournal.com